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Ci
fidiamo dei nostri amici lettori: niente contrassegno - per
risparmiare - rimessa diretta a mezzo bollettino di n° 10610012
intestato a Scipioni - 01018 Valentano.
Passione, lettura
& goliardia
La
nuova intervista all'editore Scipioni
a cura di
Paola Di Giampaolo
della redazione di Alice.it
Prima di addormentarsi Montanelli trasferiva due volumetti della
collana "Curiosità del Giardino di Epicuro" dalla scrivania
al comodino da notte...
LIBRIVENDOLI
Scrittori, editori, librai:
stravagante circumnavigazione intorno
all'universo libro. Povertà e miserie Rubrica a cura di Felice
Scipioni
Giuseppe Scaraffia, cattedratico,
giornalista, scrittore, collaboratore RAI, colto
con le mani nel sacco. S'è venduto per 50
centesimi il libro "La quinta verità",
inviatogli in omaggio dall'autore per essere recensito.
Giorgio Fabbi, aspirante scrittore, ha
realizzato da poco un sogno: pubblicare senza
dover pagare l'editore.
Pieno di speranze e di attese, ha inviato, nel
maggio del 2006, il suo libro "La quinta verità"
a Scaraffia, con una dedica molto significativa:
"Con ottimismo".
L'ottimismo dell'autore, Scaraffia, se l'è
venduto per pochi centesimi allo "stanco"
libraio di viale Mazzini, Franco Offidani.
Un dubbio s'insinua: oltre alla monetizzazione
del libro, c'è stata forse una vendetta?
Giuseppe Scaraffia, nel 2003, infatti, ha
pubblicato il libro "Scrivere è un trucco del
cuore", in cui brillantemente intervista 30
giganti della letteratura.
Ma non aveva fatto i conti con Fabbi, il quale
riesce ad intervistare nel suo libro "La quinta
verità", in anteprima mondiale, Gesù Cristo in
persona, cosa che non è stata concessa al
Nostro.
Il libro, oggetto del crimine, è attualmente in
nostro possesso.
Riproduciamo in basso, per la goduria di tutti,
la dedica del libro, la copertina, il retro
della medesima e la lettera - un capolavoro di
ilarità e di umorismo - che Giorgio Fabbi ha
inviato a Scaraffia.
All'interno della busta, un centesimo.
Sono grato a Scipioni per aver portato a conoscenza dei visitatori del sito la pochezza di un giornalista scrittore dotato di capacità espressive, ma totalmente privo di buona educazione, nonostante le sue ambizioni sociali. E come lui maleducati sono in molti, nel mondo editoriale italiano, gente minuscola e ristretta, che ha fatto della nostra cultura un piccolo mondo inconcludente.
Questo messaggio è di
Scarrafone
Lessi qualche anno fa un libro di Scaraffia. Una serie di interviste ai grandi della letteratura. Le risposte sono autentiche, anche se le domande sono inventate. Un lavoro eccezionale ed entusiasmante. Scaraffia è riuscito a commuovermi. Mi ha comunicato il gusto della conoscenza . E' come se mi avesse invitato a tavola con questi grandi. Mi pare che il libro si intitoli "Leggere è un trucco del cuore". Non lasciatevelo scappare.
Mi dispiace per l'editore, ma lo perdono per questa stupida corbelleria di andarsi a vendere i libri che riceve in omaggio per essere recensiti.
Del resto non è il solo
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Avvertimento per aspiranti editori, vademecum per vogliosi
scrittori
CHE
EDITORE SEI?
Ci
sono quelli che vogliono cambiare il mondo (buoni esempi nel
dopoguerra: Savelli, Mazzotta, Guaraldi, Massari...). Fossili
onorandi.
Sono i donchisciotte dell'editoria.
Ci sono quelli che vogliono portare Dio nel mondo. Si spiega così
il proliferare delle case editrici religiose. Un esempio insigne
ci viene da don Giussani, scomparso recentemente, con Comunione e
Liberazione (Jaca book), da don Alberione con le Edizioni Paoline.
Se il Dio che si vuole riportare nel mondo è quello di Vojtyla,
l'impresa è agevolata. Bastano già le strutture e le librerie
canoniche esistenti per vivere o sopravvivere.
Sono gli apostoli dell'editoria.
Ci sono quelli che vogliono lasciare il mondo com'è. Per questo si
affannano. Per questo Berlusconi possiede il 60% dell'editoria
italiana.
I "sinistri" che si mettono a rapporto con Mondadori per farsi
pubblicare andrebbero considerati come il gatto e la volpe che
cercano, insieme, di gabbare il povero Pinocchio.
Sono i mafiosi dell'editoria.
Ci sono quelli che una volta volevano cambiare il mondo, ma il
mondo ha cambiato loro. Continuano a tenere in mano una pistola e,
benché tutti sanno che è un giocattolo, ancora fanno finta di
sparare (Feltrinelli docet).
Sono i nostalgici dell'editoria.
Ci sono quelli che si sono imposti l'imperativo categorico di
"fare cultura". Fin dai titoli del loro catalogo si scopre il
nobile intento. Se non ci fossero, questi editori, bisognerebbe
inventarli. Seduti alla loro scrivania, meditabondi e concentrati,
in permanente inseguimento della "eterogenesi dei fini", cercano
di mettere a frutto tutte le "astuzie della ragione" discettando
sull'estetica di Baumgarten, di Kant, Hegel... . Il dramma è che
il volgo non sa che farsene della loro cultura. E' disposto ad
accettare, tutt'al più, quella delle Lecciso.
Sono i mastini dell'editoria.
Ci sono poi quelli che hanno scoperto che si può fare l'editore
con i contributi elargiti dagli Enti, dallo Stato e dagli
aspiranti scrittori.
I loro libri rimangono seppelliti negli scantinati fino al giorno
della liberazione quando verranno stritolati della mola del
macero. Allora soltanto riacquisteranno la dignità della carta
pulita. Questi sono un esercito.
Sono i parassiti dell'editoria.
E infine ci sono quelli che pensano di arricchirsi facendo gli
editori. De insipientibus non disputandum.
Sono i fessi dell'editoria
In fondo in fondo, ci sono quelli come me (non lasciatemi solo!),
che fanno l'editore per divertirsi e divertire. Anche costoro si
occupano di "estetica", certo non quella di Baumgarten... non
disdegnando, però, quella "della scorreggia" di Toni Siluro
Ventilatio.
Felice Scipioni
i romanzi divorati in poche ore:
le
sveltine
le letture in autobus:
le
pomiciate
nel bagno dell'ufficio
le letture alle fermate del tram:
i
baci rubati
i libri letti velocemente in libreria:
le
eiaculazioni precoci
le letture tranquille nella propria
biblioteca:
gli
amori
coniugali
le letture nelle pubbliche biblioteche:
i
tradimenti
con partners avvenenti
i libri adocchiati e non comprati:
le
occasioni perdute