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fidiamo dei nostri amici lettori: niente contrassegno - per
risparmiare - rimessa diretta a mezzo bollettino di n° 10610012
intestato a Scipioni - 01018 Valentano.
Passione, lettura
& goliardia
La
nuova intervista all'editore Scipioni
a cura di
Paola Di Giampaolo
della redazione di Alice.it
Prima di addormentarsi Montanelli trasferiva due volumetti della
collana "Curiosità del Giardino di Epicuro" dalla scrivania
al comodino da notte...
MA QUALE DIO?
I cristiani fondano la loro fede nella
Resurrezione di Gesù. Infatti morì, fu sepolto,resuscitò dopo
tre giorni.
Gesù nacque da una madre, Maria, vergine.
Ma anche Osiride, sposo e fratello di Iside, morì e risorse.
Anche Minerva nacque dal cervello di Giove senza che Giunone
intervenisse in alcun modo.
Si dirà che queste ultime sono favole appartenenti alla
mitologia.
Forse che tutti i pagani sono stati dei cretini?
O forse sono, pagani cristiani maomettani...., tutti cretini?
O magari nessuno è cretino, e tutti hanno ragione?
O solo i cristiani hanno il Dio vero? E solo gli ebrei devono
considerarsi gli eletti di Dio?
Dal libro di Vittorio Gradoli, ETRUSCA DISCIPLINA, riportiamo il
saggio finale perché possa essere l'occasione di una disputa per
ogni cercatore di Dio.
Scrivete la vostra opinione.
Gli
etruschi erano credenti?
Sì, tanto da credere a tutto. Per questo non credevano in Dio.
Quei
gaudenti amanti del bello, sensuali stanchi, precursori del
divino Marchese, se ne sono andati in punta di piedi dalle terre
d'Etruria, senza lasciare una riga della loro cultura raffinata.
Delle città dei vivi solo qualche resto poco significativo. Ci
rimangono invece, in tutto lo splendore, le città dei morti che
ci hanno restituito la vita dell'aldilà, dandoci ampi squarci
anche della vita terrena. Grandi artisti, questi nostri
antenati, e forse anche bravi narratori. Dobbiamo però
accontentarci delle testimonianze degli scrittori di seconda
mano, latini e greci: Varrone, Cicerone, Plinio il Vecchio,
Seneca... e il pettegolo Teopompo.
Arnobio, il retore del quarto secolo convertitosi al
cristianesimo, bollò la terra degli etruschi come genetrix et
mater superstitionum. Tre secoli prima lo scanzonato
dissacratore Lucrezio che, nel De rerum natura, si era burlato
delle infinite e pedisseque norme rituali del popolo più
ridicolo dell'antichità.
Quello etrusco è un Dio arcigno, spietato. Signore e padrone di
tutto. Angoscioso e angosciante.
Presente ovunque, pronto a manifestarsi in ogni circostanza.
A te uomo il dovere di conoscere la volontà di questo cerbero
bislacco. Puoi scorgerla nel volo degli uccelli, nello scontro
tra due nuvole o nel fragore delle saette, nel rimbombare dei
tuoni o nel sibilo dei serpenti, nelle viscere degli animali o
nel volteggiare dei vermi.
I segni del Dio si riscontrano in ogni istante e in ogni luogo.
I sacerdoti soltanto conoscono l'arte di interpretare la sua
volontà. Ad essi ti devi affidare se vuoi evitare guai di ogni
sorta.
Più che carpire la benevolenza degli dei si tratta di
allontanare le peggiori sciagure.
Dio è la mannaia incombente che ogni etrusco cerca di
allontanare, e della quale mai riuscirà a liberarsi.
Un detto popolare dell'attuale Saturnia tellus che ha visto
sorridere l'etrusco - ma di quel riso beffardo e cinico,
arrivato fino a noi dall'oltretomba - suona così: non si muove
foglia che Dio non voglia. Lo ripeteva spesso anche mia madre,
ma non si dica che la sua origine sia evangelica. È invece
etrusca. Tutto è sotto controllo della divinità, artefice del
bene e del male. E l'uomo è lì che cerca di trattenere gli
strali di un Dio spietato, volubile.
Con un Dio così fatto, dove poteva arrivare questo popolo che
pure era dotato di intelligenza vivissima e sensibilità
sopraffina? Non poteva andare lontano. Il fato batteva alle
porte. E
intanto, come e quando si è manifestata in Etruria l'entità
divina?
Un giorno, un infante folletto uscì improvvisamente dal solco
tracciato da un contadino e si mise ad insegnare al numeroso
popolo accorso (tum illum plura locutum multis audientibus, dice
Cicerone) le leggi della vita e della morte: era nata la
religione in Etruria. Questo bambino si chiamava Tagete.
Altre rivelazioni sarebbero state fatte da una ninfa dal nome
incerto, ma che i più indicano come Vegonia. Insegnò, nei "libri
vegonici" che si conservavano a Roma al tempo di Augusto, le
regole dell'Agrimensura e per interpretare i fulmini.
Più di mille anni dopo nasceva in Oriente un altro pargolo:
Gesù. Che però volle attendere trent'anni prima di annunciare la
sua religione. Una religione senza prescrizioni, senza riti e
senza pratiche esteriori. Incentrata su un padre comune, Dio, e
tanti figli, gli uomini.
Due religioni rivelate. Tanto esteriore l'etrusca, quanto intima
la cristiana.
Monoteistico, universale, liberatorio, rassicurante il messaggio
evangelico, con un Dio venuto tra noi e che abita in interiore
homine.
Il Dio degli etruschi lo vedi occhieggiare tra le nuvole, nel
lampo delle saette, nel planare degli uccelli, nelle viscere
degli animali. Non ti attende sorridente alla soglia dell'Ade,
perché la morte non esiste. L'aldilà è la continuazione
dell'aldiquà, con gli stessi piaceri e dolori.
Se vuoi farti amico gli dei sappi essere generoso con loro. La
religione è un mercato. Dai e ti sarà dato. Sii astuto, cerca di
carpire i loro segreti. Per questo puoi rivolgerti ai sacerdoti,
a coloro che sanno.
In tutte le religioni prima di Cristo, i rapporti degli uomini
tra loro sono estranei alla religione, che ti dirà invece come
invocare Dio e come conoscere la sua volontà. Mai la divinità
detterà le leggi di comportamento civico o politico. Ogni
teologia pagana ha le sue leggi che la vita privata non conosce. Con
Cristo soltanto la teologia si calerà nella sociologia. Ecco la
Rivoluzione che doveva cambiare il mondo. E l'ha cambiato, ma
solo in superficie, nella carta, all'anagrafe.
Nel XXI secolo dell'era cristiana non impera il messaggio di
Cristo ma la superstizione degli etruschi. In nessun paese del
mondo, come in Italia, la religione che fu dei tirreni ha ancora
tanti proseliti.
Dove, come in Italia, si invocano Dio, i Santi, la Madonna per
avere la promozione agli esami, per vincere al lotto, per
guarire da una malattia? Dove tanti amuleti, portafortuna, ferri
di cavallo nelle tasche, ai polsi e al collo? Per ogni
circostanza c'è una preghiera appropriata ed un Santo
specialista pronto ad intervenire. Il tutto, spesso, con
l'imprimatur delle curie vescovili.
Dove tanti maghi e maghe, a pagamento, pronti a toglierti il
malocchio, a farti incontrare l'anima gemella, che ti predicono
il futuro?
Le emittenti private sono invase da queste figure comiche e
tragiche insieme. L'incredibile è che la gente segue e desidera
queste trasmissioni.
In quale altro paese del mondo poteva rendersi possibile una
seduta spiritica per trovare l'on. Moro sequestrato dalle
Brigate Rosse? Lo sapete che ad indire questa seduta non sono
stati dei goliardi giocherelloni o gli adepti di sette
sataniche, bensì i componenti dello stato maggiore della
Democrazia Cristiana con in testa Pella, Scelba, Fanfani e il
giovane promettente Prodi?
Per greci e romani, invece, Dio e uomo erano in rapporto
dialettico. Lo stesso che può esserci tra servo e padrone. Per
quanto nelle molteplici divinità potessero essere predominanti
gli aspetti antropomorfi, Dio era in alto, l'uomo in basso. I
rapporti erano regolati da un patto: do ut des. Io ti onoro e ti
sacrifico un torello e tu, in cambio, mi concedi il favore.
Gli dei erano simili agli uomini e gli uomini rassomigliano agli
dei.
Un popolo intelligente ed estroverso come quello etrusco poteva
ancora essere a lungo imbrogliato dalla casta sacerdotale
imperante? Poteva ancora continuare a credere nel tuono e nel
fulmine come emanazioni dirette di Tinia? Passare una vita a
scrutare la direzione degli uccelli in volo o a scandagliare le
viscere delle vacche per capire la volontà del Dio?
Arrivò così il tempo della resa dei conti. E l'imbroglio, la
truffa, il demenziale raggiro furono evidenti. Cosa sarà di noi?
Dove andremo? Che cosa faremo?
L'aldilà fu visto come un miraggio di creduloni.
Lo sconforto attanagliò quelle anime che un tempo avevano
osannato la vita. Ora la disperazione si era impossessata di
quel popolo che più di ogni altro aveva amato i piaceri e le
mollezze.
Sulle loro tombe non più le raffigurazioni di banchetti e orge,
ma violenza e terrore.
Una volontà nichilistica li travolse. Schiacciati da inesorabile
cupio dissolvi, scomparvero dal palcoscenico della storia.
Scene di battaglie e di sconfitte, draghi, mostri e serpenti
dominano i dipinti tombali dell'ultimo loro periodo. Sono
l'anticipazione di una vita infernale. Il demone Charun,
terrificante guardiano dell'oltretomba, è raffigurato con un
grosso martello in mano. Figure alate circondate da serpenti
conducono i "dannati" negli inferi.
Non sono risparmiate le donne. Accanto a Charun c'è Vanth,
pronta a concelebrare riti di morte, come nell'uccisione dei
guerrieri troiani nella Tomba Françoise di Vulci.
Forse questi prigionieri di guerra massacrati barbaramente per
ingraziarsi gli dei, volevano essere la rievocazione dei
trecento romani uccisi a sangue freddo, a Tarquinia, nel 358
a.C.
Simili efferati delitti erano dettati dalla convinzione nutrita
dagli etruschi, che per ogni nemico ucciso si potesse chiedere e
ottenere agli dei la liberazione di un'anima dall'oltretomba
infernale.
Finché arrivò il greco Ippocrate. Nacque con lui la scienza
medica che consegnava all'umanità sofferente i rimedi per vivere
meglio senza la preoccupazione di dover leggere un fegato o di
osservare il volo degli uccelli. Anche se i discendenti
dell'odierna Etruria hanno preferito rimanere fedeli ad Asclepio
e ai suoi serpenti, conservando tutto quell'armamentario di
superstizioni degli antenati.
vorrei fare un appello a scipioni. Felice non riesco a contattarti telefonicamente:non ci sei mai! al cellulare non rispondi e al giardino di epicuro c'è spesso il fax. Dove sei? come si fa per parlare con te?
Cerca Dio chi è così miope da non vederlo accanto a se nel suo faticoso quotidiano. Cerca Dio chi non ha la buona volontà di rispettare un impegno, un appuntamento, un obbligo. Dio è comodo perchè più lo cerchi e meno lo trovi.
a sempliciotto? non direi. Ma a volte la verità è nelle cose semplici e non in quelle complesse e contorte. Ma trattandosi di Dio potremmo discutere per ore senza trovare una 'concreta' soluzione'.
Questo messaggio è di
rivelazione
si, ho capito, per esempio che sei un sempliciotto.
Questo messaggio è di
possono sembrare tanto banali le mie parole? e vero sono semplici ma se si parla di Dio non c'è bisogno di un trattato sulla creazione o cercare parametri scientifici. Ciascuno di noi può esprimere liberamente ciò che pensa anche se può sembrare elementare.
capito mi hai?
mistero
Questo messaggio è di
rivelazione
mistero, a caqcare non ci vado perché volevo dire che il tuo intervento è più sdolcinato di un messaggino sui bsaci perugina, sono cose così banali che anche un bambino ci piscierebbe sopra.
Questo messaggio è di
a rivelazione
perchè a cacare non ci vai tu maleducato/a?
mistero
Questo messaggio è di
rivelazione
mistero vai a cacare
Questo messaggio è di
mistero
Dio e gli uomini. Dio non Dio. Ma dov'è costui? Dalla notte dei tempi si è cercata una risposta, varie risposte come dice f.s.
gli dei, gli uccelli, gli animali, il sole, la luna ecc.. La divinità è dentro di noi, pur non togliendo nulla al mistero di un al di là. Dio è l'araba fenice : che ci sia ciascun lo dice dove sia nessun lo sa.
Questo messaggio è di
serpente in due forum
Ovviamente mi riferivo ai soli maschietti.
Questo messaggio è di
serpente in due forum
Gente, non vi capisco più. Circola raramente, in questo forum, una femmina come Chiara, che se la vedeste vi riaccenderebbe le passioni ormonali dei vostri diciotto anni, e non la degnate che di indifferenza, eccezion fatta per quel mandrillo dell'Intellettuale. Dico: la vostra dieta prevede i finocchi come piatto unico?
Questo messaggio è di
serpente velenoso
Chiara, voglio ben sperare che con quel cascamorto dell'intellettuale tu non vada al di là di un 'bonjour, monsieur, @a va?'. Intesi, eh?
Questo messaggio è di
Chiara
Caro Intellettuale, verrò sicuramente ad agosto a trovare te e l'amico serpente, ma calcola che starò dalle vostre parti tre o quattro ore in tutto, quindi, conoscendo lui, è difficile che mi lasci venire con te sulle rive di un lago ad ascoltare liriche in originale greco. Credo più realisticamente che staremo tutti sulla terrazza di lui a prenderci un succo di mirtillo. Tuttavia, stai tranquillo, ciò che è promesso è promesso, il baciamano te lo concedo volentieri, ma non pensare al mio braccio con la stessa voluttà con cui il signor Gomez tratta quello di Morticia: questo sarebbe troppo, e poi forse non conosci fino in fondo il serpente, che vedo già desideroso di prendersi la parte del leone e togliermi i sandali, come fa di solito, pizzicandomi poi il dorso del piede.
Anch'io seguo le orme di Dolmancé e vi saluto per dedicarmi alla mia rituale visita estiva alle località archeologiche climaticamente più devastanti del Mediterraneo (il prezzo della cultura!). Chiara, se ci conosceremo ad agosto ti dedicherò, sotto la quiete ombrosa di un ontano sulle rive del lago, la lettura in esametri del testo greco originale dell'Iliade nelle parti in cui Omero easalta la bellezza della braccia candide di Elena...
Questo messaggio è di
Dolmancé
Caro Marchese! sono elettrizzato dal tema del nuovo forum: e si che io me ne intendo di piacere! Non vedo l'ora di fornicare dialetticamente con tutte le gentili signore del forum che, spero, si lasceranno maggiormente andare, per rendere omaggio al tema... Avvertirò subito Eugenie, la sig.ra di Saint' Ange e Augustin che vorranno essere sicuramente della partita... A risentirci quindi a fine mese perché sono attualmente impegnato in uno di quei sfibranti viaggi di piacere ai quali mi lascio spesso andare... E so che anche lei è di prossima partenza. Ai primi di agosto quindi!
Questo messaggio è di
Donatièn
Amici, se permettete, con un poco di immodestia, il nuovo tema del forum l'ho già trattato, alcuni dicono divinamente, in alcune celebri lezioni che detti nel mio famoso boudoir parigino ad una zoccoletta poi passata alla storia grazie a me, tale Justine. Avremo di che divertirci.
Questo messaggio è di
serpente velenoso
il precedente era mio.
Questo messaggio è di
Milly, sempre bene ti volli; e se nel passato vi furono incomprensioni, liti, persino minacce dovute alla mia natura equivoca, voglio sperare che la tua redenzione, avviata a grandi passi verso nientemeno che la tua canonizzazione, possa indurti a far tua la prescrizione evangelica di amare il prossimo tuo, persino quando si traveste da nemico. Il tuo addio renderà plumbea la già stagnante aria di questo forum. Ma io spero di incontrarti ancora, e come uscito da un antro ammuffito e decadente voglio levare gli occhi in alto per riveder le stelle.
Questo messaggio è di
andrea
Sono andrea e sono un camerata. Vi ho letto più volte e sono anche intervenuto un paio di volte. Il tema del nuovo forum mi piace. Ci risentiremo
Questo messaggio è di
fs
allora, per la par condicio aggiungo anche "camerati". Anche perché non mancano tra i partecipanti al forum.
Questo messaggio è di
Milly
Editore, un saluto rivolto esclusivamente a lei. Però, con un po' di sensibilità in più, avrebbe potuto iniziare il suo commiato con amici e "compagni".
Alla fine devo ammettere obtorto collo che il serpente... è il cavaliere dalla triste figura che mi ha voluto più bene di tutti.
Questo messaggio è di
Milly
Allora siamo agli addii?
Caro sedici-noni-splendido Bonifacio VIII,
si ricordi, quando questo forum sarà cancellato, che qui qualcuno ha gridato al miracolo. Metta agli atti del mio processo di canonizzazione questa prima testimonianza.
Per il resto, di cuore, un carissimo saluto a tutti.
Serpente, ti abbraccio anch'io.
Questo messaggio è di
serpente velenoso
"corona" e "mitria" erano i copricapi dell'imperatore e del papa. D'altra parte nel canto dantesco non ho rilevato evidenti riferimenti all'amore. Ammetto una mia ignoranza di fondo del poema, ma a questo punto chiedo l'intervento del Pontefice per un'interpretazione 'ex-cathedra' del XXVII canto del Purgatorio.
Questo messaggio è di
f.s.
Amici, entro questa sera i due forum termineranno la loro esistenza. Ne subentrerà un altro che avrà per argomento IL PIACERE.
Grazie a tutti e a ritrovarci con piacere su ciò che "muove il sole e le altre stelle".
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Avvertimento per aspiranti editori, vademecum per vogliosi
scrittori
CHE
EDITORE SEI?
Ci
sono quelli che vogliono cambiare il mondo (buoni esempi nel
dopoguerra: Savelli, Mazzotta, Guaraldi, Massari...). Fossili
onorandi.
Sono i donchisciotte dell'editoria.
Ci sono quelli che vogliono portare Dio nel mondo. Si spiega così
il proliferare delle case editrici religiose. Un esempio insigne
ci viene da don Giussani, scomparso recentemente, con Comunione
e Liberazione (Jaca book), da don Alberione con le Edizioni
Paoline. Se il Dio che si vuole riportare nel mondo è quello di
Vojtyla, l'impresa è agevolata. Bastano già le strutture e le
librerie canoniche esistenti per vivere o sopravvivere.
Sono gli apostoli dell'editoria.
Ci sono quelli che vogliono lasciare il mondo com'è. Per questo si
affannano. Per questo Berlusconi possiede il 60% dell'editoria
italiana.
I "sinistri" che si mettono a rapporto con Mondadori per farsi
pubblicare andrebbero considerati come il gatto e la volpe che
cercano, insieme, di gabbare il povero Pinocchio.
Sono i mafiosi dell'editoria.
Ci sono quelli che una volta volevano cambiare il mondo, ma il
mondo ha cambiato loro. Continuano a tenere in mano una pistola
e, benché tutti sanno che è un giocattolo, ancora fanno finta di
sparare (Feltrinelli docet).
Sono i nostalgici dell'editoria.
Ci sono quelli che si sono imposti l'imperativo categorico di
"fare cultura". Fin dai titoli del loro catalogo si scopre il
nobile intento. Se non ci fossero, questi editori, bisognerebbe
inventarli. Seduti alla loro scrivania, meditabondi e
concentrati, in permanente inseguimento della "eterogenesi dei
fini", cercano di mettere a frutto tutte le "astuzie della
ragione" discettando sull'estetica di Baumgarten, di Kant, Hegel...
. Il dramma è che il volgo non sa che farsene della loro
cultura. E' disposto ad accettare, tutt'al più, quella delle
Lecciso.
Sono i mastini dell'editoria.
Ci sono poi quelli che hanno scoperto che si può fare l'editore
con i contributi elargiti dagli Enti, dallo Stato e dagli
aspiranti scrittori.
I loro libri rimangono seppelliti negli scantinati fino al giorno
della liberazione quando verranno stritolati della mola del
macero. Allora soltanto riacquisteranno la dignità della carta
pulita. Questi sono un esercito.
Sono i parassiti dell'editoria.
E infine ci sono quelli che pensano di arricchirsi facendo gli
editori. De insipientibus non disputandum.
Sono i fessi dell'editoria
In fondo in fondo, ci sono quelli come me (non lasciatemi solo!),
che fanno l'editore per divertirsi e divertire. Anche costoro si
occupano di "estetica", certo non quella di Baumgarten... non
disdegnando, però, quella "della scorreggia" di Toni Siluro
Ventilatio.
Felice Scipioni
i romanzi divorati in
poche ore:
le
sveltine
le
letture in autobus:
le
pomiciate
nel bagno dell'ufficio
le letture alle fermate del tram:
i
baci
rubati
i
libri letti velocemente in libreria:
le
eiaculazioni precoci
le
letture tranquille nella propria biblioteca:
gli
amori
coniugali
le
letture nelle pubbliche biblioteche:
i
tradimenti
con
partners avvenenti
i libri adocchiati e non comprati:
le
occasioni perdute