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Passione, lettura
& goliardia
La
nuova intervista all'editore Scipioni
a cura di
Paola Di Giampaolo
della redazione di Alice.it
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Intervista di Raffaele Calafiore a Felice Scipioni:
un editore, un bibliofilo, un biblomane.
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La libridine di
Felice Scipioni, l'editore del Giardino di Epicuro.
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365
Giorni in Fiera
L'intervista all'editore
Scipioni
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Prima di addormentarsi Montanelli trasferiva due volumetti della
collana "Curiosità del Giardino di Epicuro" dalla scrivania
al comodino da notte...
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Giardini di Castel Sant'Angelo 9 Luglio 2008 - ore 21,00
Incontro con Mario Alighiero Manacorda Perchè non posso non dirmi comunista Una grande utopia che non può morire

Mario Alighiero Manacorda insieme a Pietro Ingrao è uno dei due grandi vecchi del comunismo. Le passioni non invecchiano. E continuano a rendere giovane anche il cuore e la mente di chi le possiede.
Sarà una serata di fuoco quella che vedrà il novantaquattrenne Manacorda parlare di quel liberale del comunismo che si chiama Carletto Marx. Ciò che appare morto e sotterrato, rivivrà nella partecipazione emotiva di un credente nella libertà e nell'utopia di una vita a misura di uomo.
Non si potrà rimanere indifferenti nell'ascolto del verbo di chi mai è sceso a compromesso con regimi liberticidi. Infatti è rimasto un grande intellettuale e nessun partito è riuscito a catturarlo.
Mario Alighiero Manacorda (Roma 1914) è stato docente di pedagogia e storia della pedagogia nelle università di Cagliari, Viterbo, Firenze e Roma. Dirigente di sindacati e associazioni scolastiche, membro del Comitato amministrativo della FISE (Fédération anternationale sindacale des enseignants) e della Commissione nazionale italiana dell’Unesco, è considerato in Italia e all’estero uno dei maggiori rappresentanti italiani nela campo della storia della pedagogia. Ha diretto periodici scolastico-pedagogici, tra cui Scuola e Costituzione, Voce della Scuola, Scuola democratica e Riforma della scuola.
Ha curato traduzioni, antologie e raccolte di saggi su autori italiani e stranieri (Novalis, Hofmannstahl, Marx, Gramsci, Foscolo).
Che vorrà mai dire dichiararsi oggi comunista? In questo libro non c’è una dichiarazione di scelta politica per l’oggi, ma la testimonianza del significato di questa scelta nel passato, quando il comunismo ha rappresentato le speranze secolari di milioni, anzi di miliardi, di uomini in tutto il mondo, e una grande tradizione culturale che ha esercitato una forte egemonia in Italia e fuori.
Un intellettuale, già partecipe di questo movimento politico e culturale, riconsidera se stesso svelando con intensa liricità le ragioni del suo impegno etico-politico, rileggendo con originalità e rigore critico classici del comunismo come Marx e Gramsci, e infine rivisitando, in modo disincantato, le vicende storiche che hanno portato lui e molti altri uomini a questa scelta di campo. Questa scelta si è rivelata infine perdente: ma sono forse venuti meno i suoi motivi?
E chi può dire che non sia destinata a ripresentarsi, magari con altro nome, sulla ribalta della storia?
Marx, il comunista per antonomasia, in questa analisi lucida e profonda, ma mai retorica, diventa liberale, diventa il “Macchiavelli del proletariato”, umanista, spiritualista, antistalinista.
Per questo non è possibile, secondo Manacorda, non riconoscersi “comunisti”. Ognuno a modo proprio, nonostante le etichette che ciascuno di noi si dà o riceve dagli altri, accidentali e approssimative.
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LETTO
E MOSCHETTO
amori passioni ipocrisie
del ventennio fascista

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Invito a colazione al

Leggilo
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365 giorni in Fiera
Riportiamo i primi commenti degli amici che ci sono venuti a
trovare
Ragazzi, che bellissima giornata! Paesaggio incantevole, sole
caldo di primavera, una calorosa ospitalità, un ricco pranzo in
riva al Lago di Bolsena un tuffo in un mondo fantastico di storie,
personaggi, riflessioni, massime filosofiche poemi goliardici e
barzellette, accompagnati da un “maestro” di umanità passione per
il proprio lavoro e amore per la vita. (...)
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la lettura
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vedi il mondo e
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